Tama Starr – La naturale inferiorità delle donne (1993)

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Diffida del sole d’inverno e del cuore di donna. (Proverbio bulgaro)

Florilegio non privo di garbo e ricercatezza, compilato da un’ebrea americana grazie a una decina d’amiche e che non può mancare, nella biblioteca di un misogino dandy che si rispetti. La naturale inferiorità delle donne esce a inizio anni 90 per Sperling & Kupfer, mirando a essere la risorsa definitiva sulle citazioni di cattiveria – ve ne sono oltre seicento – verso l’altra metà del cielo.

Per quanto il giovane lettore possa ingrifarsi al pensiero dei tempi in cui la misoginia finiva sulla pagina vergata da scaltri artigiani, invece che dalle serre dei forum, sarebbe forse più corretto definirlo un manuale di gestione della donna.

Ci sono proprio tutti, da campioni del ring come Paolo, Ovidio e Aristotele sino a nomi più esotici quali Confucio, Telly Savalas e persino lo zio pittore. L’agile tomo solletica quindi sviluppando la sua tesi, vale a dire che i padri del pensiero, dell’etica, della religione e della scienza di ogni quando e di ogni dove avessero idee ben definite sulla femmina umana.

Si potrebbe quasi dire che la Storia stessa sia la storia di tenere a bada la fanciulla: non ci spingeremo fino a questo punto; il materiale qui raccolto è sufficiente per poter dire Incel non scopi a un centinaio di generazioni passate. Dal Congo alla Norvegia, dalla Cina all’Albania, chi ancora lo ignori scoprirà che se il timor di Dio è fonte di sapienza, anche la contemplazione della donna non scherza.

Le due metà dell’opera, “il male è donna” e “come addomesticare la femmina”, tracciano la mappa di una terra ostile in cui l’eventuale avventuriero dovrà procedere con una spessa maschera e con l’aiuto di tutta la propria eleganza. Al lettore le seguenti avvertenze: il libro si gode di più a piccoli sorsi, ed è seguito pochi anni dopo da La risposta di Eva, sempre della stessa autrice. Stai a vedere che sono più brave di noi anche a compilare libri sciovinisti.

Qui te lo tirano dietro a due spicci e, ulteriore piacere, non ci guadagno nulla!

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