MORIRAI SOLO E SENZA FIGLI

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Che ne dici, vecchio. Qui nella cella del romanticismo ti ci sei chiuso da solo e da un paio di giorni acqua e cibo non arrivano più, scuoti pure le sbarre tanto non ti sente nessuno. La tua casa se ne andrà a pezzi, è il suo lavoro, niente l’abita se non il tuo culo flaccido e peloso. Buono solo a chiedere permesso e scusa e quindi cazzo ti aspetti che succeda? Vuoi un’apocalisse per fare l’eroe? Magari l’aiuto dell’eroe, quello che fa le battutine. Non potresti permettertela. Lo stile di vita che avevi ordinato è esaurito così come i possibili finali.

Noooooo ti tocca accompagnare i tuoi cari bipedi e quadrupedi in braccio all’Antica Falce passettino dopo passettino, sembrano passettini leggeri ma il peso di ciascuno, fatto da un fallito, pesa quanto un autotreno, ci sta il non detto, l’elefante nella stanza, il ronzio di fondo nei discorsi fra te e le tue amiche che complimenti, ora sono vecchie anche loro, un pargolo a testa con grande fatica l’hanno fatto. E perché tu no. Come hai sprecato il tuo tempo. Chi mai potrà capire che non hai sprecato un cazzo, che non si può far tutto da soli. Proooprio così campione. Nessuno. Goditela.

E gli amici? Loro non invecchiano? Ma certo. Sai cos’altro si fa in un bel film dell’orrore? Ci si divide, invece che aspettare il mostro. E ciascheduno scivola nell’ombra da solo, dovevamo ritrovarci in un punto preciso ma quel punto mi sa che è all’altro mondo. Sei un vegliardo, per quelli come te c’è sempre la millenaria istituzione chiamata bar. Hai vissuto nel palmo di una grande mano ma anche lei invecchia, si fa sempre meno calda e a una certa inizia a stringere. Tu annaspa, tu implora pure. Strizza strizza strizz squish.

Le ragazzine poi. Oh, le ragazzine. Continuerai a guardarle come un bracco anziano al guinzaglio guarda una tortora. Però il tuo Dio s’incazza se ti fai le seghe. Quanti possono alzare gli occhi al cielo e osar dire lo stesso?

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