E mi dissi: “Ai primi freddi vedrai che torneranno”. Le donne, ovvio. Mi sbagliavo. Era una pia speranza.
La neve faceva cumuli sui tetti e il villaggio diventò il primo centro studi al mondo in materia di virile rassegnazione, ma l’albero cadeva nel bosco senza nessuno a sentirlo, e anche qualora vi fossero stati studiosi interessati alle nostre teorie, non ci avrebbero raggiunto da quelle strade pericolose.
Gorg diceva: “Siamo diventati molli, è un castigo degli Dei”. Così andammo dietro a Gorg e fortificammo le membra. Alla fine spaccavamo una vacca in due. Che è impressionante come cosa, gli Dei devono aver prestato attenzione. Solo che la vacca ci serviva. E per lei dev’essere stata una liberazione visto che alcuni di noi ci andavano a letto. Tutta quella vacca da mangiare ci rese meno avvilente il calare progressivo della massa muscolare, e anche essere esperti nella preservazione della ciccia ci tirava un po’ su il morale: la ciccia durava, saremmo durati noi. Anche senza donne. Ma chissà per quanto.
Il buio veniva prima e se ne andava tardi, si appiccicava a inchiostrare le coscienze. Intanto gli Dei ci mandarono un’altra vacca, stavolta con mutande di lamiera.
[CONTINUA]




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