Parliamo di robotica e automazione. Tutti vogliono sapere il futuro di questa roba, e per saperlo la cosa migliore è osservarlo nel presente, applicato alla cosa (terrena) più importante che c’è: la donna. Il risultato, già oggi, è che donne robot ti chiedono soldi in cambio di nulla. Con me scappano prima e lo trovo molto buffo.
Potremmo anche chiudere qui il pezzo.
Sennò cerco di far maturare alcune riflessioni di Grazie per l’amicizia, tanto sono le tre di notte e io e il limoncello non abbiamo altro da fare. Parliamo quindi dei techbro, i padroni dei vapore d’internet e tecnologie annesse: Thiel, Karp, Musk, Bezos (ciao Jeff!) e compagnia cantante. Certo che a pensarci bene, hanno proprio nomi da gormiti. Al posto di “techbro” però userò “fratec” perché sì, vi scrivo dal 1991 dove i miei futuri prof universitari traducono romanzi cyberpunk. Si sta da Dio.
Diciamo suppergiù che i fratec, dopo 25 anni in cui nessuno si è opposto ai peggiori effetti dell’internet, vogliono adesso la loro versione del Millennio d’Oro cattolico, che possiamo far partire dal 600 e arrivare al 1600. Ci proveranno, a farselo. I risultati, ma è una mia sensazione, non saranno né pervasivi né elettricamente prometeici come ce li dipingono.
Mi spiego meglio: nel Millennio d’Oro la Chiesa ha potuto ricucire l’Europa coi fili della Fede, della Speranza e della Carità. Viviamo ancora, urlando come belve, tra quelle possenti rovine e per lo scopo di queste righe m’interessa la Carità, tra le Virtù è quella più attiva nel mondo sensibile. Forse quella meno in crisi visti i quotidiani attacchi a Fede e Speranza.
Ma ci pensano i fratec a provare adesso a sferrarle una botta: la Carità richiede che un uomo faccia qualcosa per un altro uomo, e già adesso tra i due uomini si sta infilando qualcosa dotato di processore. Il lavoro è la nostra condanna dopo la Caduta, ma, anche quando ci fa schifo, contribuisce a darci direzione e identità. La Chiesa mise su buona parte della medicina e quasi tutto il sistema sanitario moderno, Neuralink di Musk viene pubblicizzato come in grado di ridare la vista ai ciechi.
Non penso troppo all’Anticristo, visto che anche quando saremo immersi in automi e digicazzi vari sia il lavoro che la Carità non si estingueranno, pur cambiando un po’ le loro prerogative. Mi pare che, più che essere araldi del Nemico, i fratec nella vita non sappiano proprio fare altro che spacciarci monnezza cinese mentre noi siamo solo capaci di applaudirli come foche monache.
Fatto sta che la filiera della monnezza cinese adesso è strutturale e i fratec vanno a bussare alla porta del Vaticano. Forse vengono a scoprire qualche carta e vedere se le gerarchie ecclesiastiche hanno mangiato la foglia riguardo ai rischi del venerare tecnologie che vedono e provvedono. Forse sono curiosi perché un’istituzione antichissima sa una cosa o due sull’essere umano e su come propinargli i cambiamenti epocali che vorresti. Non è solo marketing stavolta. Chissà.
I cristiani, vuoi per ignoranza, vuoi per sicumera, vuoi per sano disinteresse, arrivano a questo appuntamento in situazione di crisi. Una crisi di cui l’accelerazione tecnologica del Novecento, che fra le altre cose ci ha permesso di separare sempre più il coito dalle sue conseguenze, è parte ma non tutto. È comunque assai improbabile che il futuro ci doni una Chiesa luddista, la sua struttura non è pensata per far progredire troppo al vertice certe posizioni radicali, e novantanove volte su cento, se una tecnologia può essere usata anche per portare il Verbo ci s’illuderà di governarla. La Santa Sede si è buttata su internet prima di molta altra gente. Parimenti è vero che le più eclatanti accelerazioni tecnologiche viste nel culto lasciano il tempo che trovano, giungendo ridicole alla maggior parte dei fedeli.
Come ho scritto nel mio libro, è un po’ schifiltoso chiedere una bolla papale per l’intelligenza artificiale etica, quando la sbornia del progresso è una sbornia proprio perché è la vertigine sregolata ad essere eccitante. Un’eccitazione avvertita dalla maggioranza anche se la maggioranza ha provato ad assorbire troppa tecnologia in troppo poco tempo: secondo me la questione se il telefonino non sia per l’essere umano l’equivalente del whisky per i pellerossa non è ancora risolta.
Vabbè, sono comunque lontani i tempi in cui Santa Madre Chiesa faceva il dobermann con la tecnologia. Non si bruciano più i torchi, per impedire che la stampa giunga in mano al popolino, né si dà più fuoco agli eretici. Diamine, persino fare una scurreggina in faccia a un abortista pare troppo. Ma se ciononostante si può ancora – e fruttuosamente – litigare sulla Fede, allora forse il Padre ci proteggerà dalle mire dei fratec anche quando cercheranno di metterci un Commodore 64 nel culo. Magari i sofisticati algoritmi di Amazon, una volta che questo articolo finirà in un libro, faranno sì che queste pagine si sbriciolino prima di arrivare in mano a qualcuno d’importante.



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