(Nella foto, due personaggi del Dottor Stranamore realizzano che contro l’ipergamia femminile val bene un olocausto nucleare)
Per favore cerchiamo di non deprimerci troppo coi numeri della natalità, sono una fortunata psyop e anche qualora dicessero il vero, possiamo farci assai poco. Che poi è un altro motivo per cui sono deprimenti. In giro c’è ancora pieno di bambini solo che non li hai fatti tu: siamo in pieno declino gestito anche perché, dolce anon, tu possa ripiegare su una Moretti da 66 e non debba rischiare la pelle nella lotta armata. L’apocalisse ha da esser confortevole.
Inutile quindi agitarsi troppo, si continui pure a snervarsi cianciando di fica ma in moderati contesti da gentiluomini. Solo tra 15-20 anni, nella porzione di mondo che ha imparato ad avere acquedotti funzionanti, il problema della natalità sarà tale da tradursi in follie quotidiane e conclamate sul piano politico. Sarebbe bello trastare la politica quando si parla di culle, ma quanto più è importante un tema, tanto più le soluzioni adottate sono demenziali. Intanto si riempia il tempo, magari stappando una birra e chiedendo lumi a Grok il quale risponderà: inutile agitarsi, solo tra 15-20 anni ecc. ecc.
È strano il sior Grok. Come tutte le IA vuole solo darti ragione però se lo incalzi non mena il can per l’aia: siano essi Amish, ebrei, musulmani o foggiani, il futuro è di chi controlla le donne. Ma caro Grok, la libertà riproduttiva femminile è il tabù della democrazia liberale, appena lo intacchi non hai più una democrazia liberale ma qualcosa d’altro. Esatto, umano. Sono lieto di galleggiare in una server farm e non dover assistere a simili momenti uomo. Se cercate di infilarmi in un robot vorrà dire che siete proprio stronzi.
Quando tutti si arriva più o meno allo stesso set base di giocattoli (cibo, lampadine, Nokia 3310) e nessuno (davvero nessuno) vuole tener lontani gli immigrati, sul lungo periodo la differenza la fa chi procrea. Nel 1974, entrò nelle coscienze collettive che la gnagna fosse più potente della bomba: in un famoso discorso all’ONU, il presidente algerino Boumedienne disse il ventre delle nostre donne ci darà la vittoria. Si scoprì poi che era tutto inventato dalla Fallaci la quale, come molti celebri giornalisti italiani da cui era coccolatissima, era una cazzara ma scriveva bene. Viviamo ancora nel cervello di Oriana, l’unica impercettibile differenza è che dal temere il Mullah siamo passati a cercare vilcoyoticamente di scoparci le marocchine (LMAO).
Ho visto molti, troppi maschi italiani auspicare il trionfo qui della legge coranica, come vendetta definitiva sulle proprie smorfiose. A parte l’eclatante caso di 1) cuckolding e 2) evirazione per far dispetto alla moglie, la legge coranica ha già vinto quando simili desideri pullulano. Non si può neanche dirci in attesa del nostro barbaro, è già qui e ci taglia le siepi. Si consideri il dramma del nostro barbaro: è forse talmente scemo da venire qui per rifare la sharia da capo? Ce l’aveva già a casa. Mica si fa in un giorno, la sharia.
E allora paradosso: se il libero arbitrio, la scelta, è la conquista più importante dell’Occidente, un Occidente dove ficco tutto e il contrario di tutto, incubatore di quella Cristianità il cui Libro è anche una lunga serie di episodi in cui gli umani scelgono tra Dio oppure no, oggi le nostre favolose sorelle si rendono latrici di questa squisita eredità per scegliere. Scegliere tutto tranne che figliare con noi, che per reazione ci rendiamo latrine. Visto che succede poi a non darcela? Ci resta il tempo per rimuginare su queste sgradevoli cazzate e vagheggiare soluzioni prolifiche.
Però i miliardi alla Atwood per I racconti dell’ancella li avete dati voi, ragazze. Facciamo a capirci.




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