L’estate del Mago Nero, Malvagio Monarca dei Misogini di Twitter che ci tiene prigioniero il cuore, è in realtà una stanca e arrabbiata replica dei passati anni di guerra dei sessi. Ma per lo meno se semo divertiti. Così la Questione Maschile sembra tale solo perché è la Questione (perché, come, ci sfibriamo giorno dopo giorno? dove si va? ci si può far qualcosa?) quando passa sulle labbra angosciate dei maschi.
Sulle labbra delle care figliole c’è invece incel non scopi e ascoltiamole. Ogni volta che esterni, sorella, io ti credo: riveli verità millenarie. I pirla siamo noi ad argomentare, puntualizzare, voler vincere discussioni digitali con chi ha la patata, ha già vinto e sparecchia ogni campo dicendoci che scopare è vincere, l’opinione di chi non scopa (?) è invalida, anzi nemmeno dovrebbe giungere sul tavolo e chissà se un giorno non si possa andare oltre: perché battibeccare quando potremmo accoppiarci. Non esiste altro. Questo blog è femminista.
A una certa ci si fiacca perché la matrice è sempre la stessa: le donne – generalizziamo, ma i generali non ci dispiacciono – vogliono fuggire, vogliono il diritto di fuggire, vogliono che le si applauda per queste voglie. Il social essendo tragicamente ciò che è, non rattiene l’atto secondo dell’imperativo femminino (rincorrimi!) quello della danza e della vita. Prendimi, sto fuggendo!
In quel caso tornerebbe un po’ di senso. Ma no. Il social è sia onnipervasivo che castrato, vuole il trollaggio e la polemicuccia costante quasi fosse un Dio-Imperatore Costanzo da tenere in vita eterna con le macchine, noi lo nutriamo a forza d’impulsi frustrati. In questa palude galleggiano controcorrente rare naiadi che vengono dileggiate chiamandole pick me girl. A queste povere, benemerite figliole occorrono anni e fatiche per trovare un Piergiorgio sui lidi digitali, quando in parrocchia sarebbero bastati mesi.
Gli uomini vogliono trattenere la femmina (a mero scopo matrimonial-riproduttivo, Monsignore), vogliono il diritto di trattenere la femmina, vogliono che li si applauda per queste voglie. Possedendo il pipo gareggio in questa squadra e ne viene anche fuori del bell’umorismo, però alla lunga che palle.
Fossi più giovane sarei furioso la ritirata femminile dall’imperativo biologico, ora è solo tanto ripetitivo e squallido. Meglio così! Ragazze, se i vostri marameo fossero davvero divertenti, gioiosi chissà quanto altro tempo verrebbe sacrificato sull’altare delle cazzate. Primato che vi lasciamo tra le vostre intemerate utili a ritrovarsi proposte di coito stanco e assente tra i messaggi privati. Beninteso, v’invidio. Le attenzioni piacciono a tutt*.
Non siamo qui per fare i piangina, all’orizzonte non si vedono statue in marmo per il Padre S(e)parato Ignoto. Casomai col fatto che non si chiava e non si figlia si fabbrica oziosa sociologia, cattiva letteratura. Una buona parte di ‘sta roba ce la meritiamo, dovrebbe essere ormai chiaro che è un Rubo di Cubik gigante, caduto dal cielo, per vedere se e come lo risolviamo e magari no, non ce lo meritiamo ma ci tocca, solo per essere spawnati su questo server, in quest’anno, a quest’ora.
Abbiamo deciso di difendere la sacra Patria del nostro uccello e ci hanno spediti in trincea, coi teschi che galleggiano nel fango alto fino al ginocchio. Infilerei di persona una cento euro nel passaporto di chi espatria verso messicane, filippine, ormai si può dire anche: venusiane.
Il maschio non è in crisi d’identità (Ermini 2013), è in crisi di facoltà e al limite dalla seconda discende la prima. Questo alle bimbe è più chiaro che ai bimbi: oggi, cari ragazzi, non potete più fare x. Quanto spesso ce lo dicono? E noi, siamo in grado di affermare con lucidità la stessa cosa, solo dopo aver superato vergogne piccole e grandi. C’è una parte del cervello o dello spirito che proprio si rifiuta di ammetterlo. Risorneremo, state a guardare! Oppure ci troveremo una filippina, dipende cosa viene prima.
E non possiamo più fare x, giusto o sbagliato che sia, perché sennò arrivano i gendarmi. Ecco, oggi ci sono i gendarmi a difesa di un potere che ha vinto e che siete voi, fanciulle. Sarebbe carino se crollasse una volta per tutte questa schizofrenia occidentale, dove sia i maschi che le femmine dicono di essere i servi e che il padrone cattivo è la controparte. Decidiamoci una buona volta: non c’è partita se entrambe le squadre vogliono la stessa maglia.
Se le donne devono comandare che lo facciano, almeno facciamo il botto subito: per restare in sella dovrebbero distribuire i panem et circenses loro propri, purtroppissimo al primo posto della Costituzione Femminile c’è il diritto a non distribuirli.
Propongo un parallelo tra l’attuale semi-dominio femminile (costruito, concesso dagli uomini, non m’importa se con il prepuzio o meno) e l’occupazione americana. In mezzo, sempre gendarmi e avamposti. C’è un dovere dei vinti, dal punto di vista del vincitore: l’italiano dismetta l’orbace e vesta la giubba del cameriere. Non si accasci, non s’uccida! Il maschio sconfitto, invece, continui a sudare per posare i cavi che trasportano le parole di Cumcetta sull’inutilità del maschio. Un cattivo padrone però sempre padrone resta. Non lo si cambia mai con facilità.
La regola numero uno è: ci penserà qualcun altro. Puro vangelo.




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