Parla Zeus

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Dovete sapere che il mio padrone è davvero molto brutto, almeno questo dice la gente: io lo trovo fantastico, ma che ne posso sapere? Sono solo un cane, io. Un cane lupo di taglia medio-grande, mi chiamo Zeus. Dicevamo del mio padrone: le sue sopracciglia si congiungono al di sopra del naso, formando un tappetino nero folto e divertente come l’erba di maggio sulle colline, quando mi porta a correre. I suoi denti radi, tutti e venti, sono bianchi come una staccionata appena dipinta e i suoi occhi mi guardano pieni d’amore, ma mai contemporaneamente.

Il mio padrone, che di lavoro consegna il latte, per me è fantastico. Ma che ne posso sapere io? Tutto quello che posso fare è fare il bravo cane: quando usciamo per lavoro, io sto sempre seduto sul sedile di dietro del furgone. Appena spunta il sole siamo già in centrale a caricare le bottiglie. Poi il capo operaio mi fa una carezza: ogni mattina sorride, bestemmia, sputa per terra e torna a lavorare. Allora partiamo anche noi.

Per tutto il giorno facciamo le consegne del latte in paese, e io mi becco sempre una carezza o un biscotto. Il mio padrone no. Per questo ogni giorno gli lascio sempre uno o due biscotti da parte. Li metto in un buco dell’imbottitura del sedile. Presto sarà il suo compleanno… chissà che bella sorpresa! Però oggi è un giorno diverso dal solito. È quasi mezzogiorno e il furgone inchioda nella piazza principale, tanto che mi ritrovo sul sedile del passeggero.

Davanti a noi c’è la signora Giovanna. La signora Giovanna non mi piace, ha la faccia severa e puzza sempre di pipì di gatto. Sicuramente vuole i miei biscotti ma non gliene lascerò nemmeno uno. “Che vogliamo fare, signora Giovanna? Non può stare lì tutto il giorno!” Mentre controllo le bottiglie per vedere se non si siano rotte, sento un rumore tremendo. “Uuuuuuuuh!”, è la signora. “Tu sei maledetto dal Signore!” strilla indicando il mio padrone. “Tu ci porterai una sciagura grossa, con quella faccia là che ti ritrovi!”

Il mio padrone (l’ho già detto che è fantastico?) si gira preoccupato a guardarmi. Non sapendo cosa fare, gli faccio l’espressione che fa un cane lupo in questi casi, e mi accorgo con sorpresa che è bravo a farla anche lui. Gli schiamazzi sono cessati e la signora Giovanna è scomparsa. Anche la gente nel caffè sotto al Comune ha smesso di guardare. Ripartiamo.

La settimana dopo succede la stessa scena, ma questa volta la signora Giovanna agita un bastone: “Tu! Tu vuoi maledirci, stai preparando qualcosa! Scendi subito!” Ma io sono più veloce del mio padrone, esco dal finestrino aperto e inizio ad abbaiare a quella cattiva. Si vede che lei non ha paura di me, ma arretra. Il mio padrone mi prende per il collare, si scusa e ce ne andiamo. Che rabbia! Si vede che il mio padrone è preoccupato. Si vede anche che cerca di non farci caso… ma gi darò i suoi biscotti solo quando sarà il momento! Tutti per il suo compleanno! Il mio padrone mi vede scodinzolare e sorride.

La settimana successiva la signora Giovanna non è più sola, con lei c’è un carabiniere. “Lo arresti, mi ha minacciata! E vuole avvelenarci tutti con il suo latte!” Il mio padrone mi guarda come a dire di stare tranquillo qualsiasi cosa succeda, e scende dal furgone. Il carabiniere lo prende da parte, si vede che anche lui ha la faccia seria. Si mettono a discutere ma sembrano tranquilli.

Però c’è un tintinnio che si sente dal fondo del furgone. La signora Giovanna sghignazza, mentre ruba le bottiglie del latte e le mette in una borsa scura. Faccio per abbaiare, ma mi colpisce col bastone. Il mio padrone sta ancora parlando con il carabiniere, lui è fantastico, ma io non so che fare. Ve l’ho detto, sono solo un cane.

Nella piazza del paese l’incidente della signora Giovanna aveva già smesso d’interessare la gente, che tuttavia accorse in massa dopo che un tonfo secco cacciò via persino i piccioni sonnacchiosi. La
signora Giovanna era stesa per terra, pronta già a dare fastidio in paradiso o all’inferno, c’interessa poco. Il carabiniere e il lattaio correvano dietro alle ultime bottiglie del furgone, fermatosi contro la grande fontana.

Sono solo un cane, però so abbassare un freno a mano.

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